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Film e realtà virtuale:

I festival del cinema al tempo del Coronavirus

L’attuale emergenza sanitaria legata alla diffusione del Covid-19 ha avuto un notevole impatto negativo anche sull’ambito culturale. Uno dei settori più colpiti è il cinema: non è più possibile infatti realizzare nuove produzioni, né organizzare rassegne di qualsiasi tipo ma, soprattutto, aleggia grande incertezza riguardo ai festival. Anche il comportamento degli organizzatori delle principali mostre internazionali che si tengono in Europa non è lineare: se il Festival di Cannes viene continuamente rimandato in attesa di tempi migliori, Roberto Ciccuto, presidente della Biennale, assicura che la Mostra del Cinema di Venezia – prevista tra il 2 e il 12 settembre – rimane in programmazione. Oltre che sulle necessarie norme di sicurezza, sorgono molte domande riguardo alla realizzazione effettiva del Festival, soprattutto per quanto riguarda la parte virtuale: quest’anno come non mai sarà necessario prendere in considerazione i film in realtà virtuale e la realtà aumentata per poter realizzare una Mostra del Cinema che sia all’altezza della situazione.

Il cinema, uno degli elementi più caratteristici della modernità, è sempre storicamente aperto alle innovazioni maggiori, basti pensare alla massiccia produzione di pellicole in 3D. Ma anche le realtà alternative, cioè realtà aumentata e realtà virtuale, sono state in parte già sperimentate nell’ambito cinematografico. I film in realtà virtuale sono già qui e diversi festival hanno una sezione dedicata alle tecnologie AR/VR.

Il Sundance Film Festival, festival indipendente realizzato da Robert Redford e attualmente nell’occhio del ciclone in quanto possibile incubatore del Coronavirus, si tiene nel mese di gennaio a Park City, sulle montagne dell’Utah, coinvolgendo ogni anno più di 100.000 partecipanti. L’edizione 2016 è stata del tutto particolare, sia per quanto riguarda l’innovazione tecnologica che per l’apertura al mainstream. Disney ha infatti presentato quattro anni fa al Sundance una nuova tecnologia in via di sviluppo, The Holo-Cinema. Si tratta di una soluzione realizzata dalla Lucasfilm, la casa produttrice di Star Wars acquistata recentemente dal gruppo Disney: tramite l’uso di smart glasses, infatti, viene concessa ai fan la possibilità di visitare i vari luoghi della sala e incontrarne i personaggi iconici senza doversi muovere dalla propria abitazione. Questo tipo di tecnologia potrebbe permettere addirittura un’estensione della saga ben oltre i confini spazio-temporali della trama originale.

The Holo-Cinema non è l’unica innovazione presentata al Sundance nel 2016: The Leviatan Project (https://youtu.be/gcAEpx_SSiM) aveva infatti l’obiettivo di trasporre sullo schermo la saga di fantascienza di Scott Westerfeld unendo realtà virtuale e realtà aumentata. Grazie all’utilizzo di visori e guanti che utilizzano i sensori di movimento, The Leviatan Project permette allo spettatore un’esperienza totalmente immersiva nella trilogia letteraria di Westerfeld. Si tratta di un progetto piuttosto dispendioso, che ha richiesto la collaborazione di diverse aziende e la cui realizzazione è durata ben tre anni, ma che potrebbe aprire campi totalmente inesplorati per i film in realtà virtuale. Realizzando la sinergia tra film e realtà virtuale e sfruttando tutte le potenzialità di AR e VR ,si potrebbero rilanciare entrambi i settori garantendo prodotti transmediali sempre più interattivi.

Anche la stessa Mostra Internazionale del Cinema di Venezia non è da meno: l’edizione scorsa, nel 2019, ha visto una notevole apertura nei confronti della realtà virtuale con una sezione dedicata, Venice VR. Tra le produzioni che necessitano del visore e ne sfruttano l’immersività è da segnalare VR Free, che conduce lo spettatore nel carcere di Torino proponendo contemporaneamente la visione dei detenuti che partecipano a un programma di realtà virtuale per vivere esperienze non più permesse loro. Per quanto riguarda i progetti maggiormente interattivi, sono stati realizzati vari prodotti basati sulla logica dei videogiochi insieme a installazioni artistiche estremamente immersive che anticipavano la resa tramite il visore. Il progetto The Key ha visto inoltre l’integrazione della realtà virtuale e di un ulteriore settore culturale, quello teatrale.

La novità dell’edizione 2019 è stata tuttavia la realtà aumentata, ad oggi meno sviluppata rispetto alla sua controparte virtuale. Sono da segnalare in questo caso, tra tutti i progetti estremamente innovativi presentati a Venezia, Tonadi e These Slepless Night: il primo immerge lo spettatore in una scenografia naturale fatta di piante e animali con cui egli può interagire totalmente sulle note dei Sigur Ros, mentre il secondo gli consente di vedere e ascoltare le vittime statunitensi della crisi degli espropri.

I film in realtà virtuale dimostrano che il cinema ha fatto e sta facendo tuttora passi da gigante nell’introduzione delle nuove tecnologie, realtà virtuale e realtà aumentata su tutte. Per la realizzazione delle sezioni di film in realtà virtuale, che quest’anno avrà ancora più importanza vista la situazione, alcuni suggeriscono che i comitati organizzativi dei festival si appoggino a player che garantiscono già una copertura mondiale, su tutti Amazon e Netflix: YouPorn si è addirittura offerto spontaneamente a supportare il Festival di Cannes (l’offerta è stata rispedita al mittente). Che queste opzioni siano prese in considerazione o meno, la strada da seguire per il cinema del futuro sembra tracciata e guarda ai film in realtà virtuale.

Daria Parenti

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