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Come usare gamification e nuove tecnologie per creare una visita virtuale

Effettuare una visita virtuaIe in un museo o in luogo di cultura sta diventando una tendenza negli ultimi tempi. Sempre più persone scelgono di servirsi della tecnologia per visitare musei e siti d’interesse storico. All’estero si tratta di una pratica ormai diffusa da molto tempo. Basti pensare al fatto che luoghi come lo Smithsonian di Washington o il British Museum di Londra hanno un intero sito dedicato alla visita virtuale dei loro spazi e dei capolavori contenuti al loro interno.

 

In Italia questa pratica si è diffusa solo di recente, ma complice anche la diffusione a macchia d’olio dei nuovi strumenti digitali come smartphone e tablet, la fruizione di contenuti virtuali legati al contesto culturale e alla visita virtuale stanno aumentando considerevolmente. Ma come si è arrivati a una così rapida diffusione di questo tipo di visite, che vengono sempre più apprezzate sia dai curatori museali che dai frequentatori dei musei?

Visita virtuale: perché sta diventando sempre più di tendenza?

Una prima riflessione parte dal ruolo funzionale dei musei. Infatti, questi ultimi hanno da sempre fatto parte del tessuto sociale della nostra società. I musei sono, oltre che mezzo essenziale per la diffusione della cultura e del patrimonio storico del nostro paese, anche e soprattutto, luogo di aggregazione.

 

Tuttavia, negli ultimi anni, stanno vivendo una fase di forte crisi legata, in particolare, ai costi di gestione, che col passare del tempo diventano sempre meno sostenibili e che spesso non riescono ad essere coperti dalle entrate provenienti dalla vendita dei biglietti.

 

In questo frangente, la visita virtuale diviene un importante strumento per garantire il sostentamento e la sopravvivenza degli spazi museali. Infatti, sebbene la maggior parte delle visite virtuali venga effettuata in maniera gratuita, è un ottimo mezzo attraverso il quale il museo ha la possibile di farsi conoscere dal grande pubblico e, inoltre, ampliare il proprio bacino di visitatori.

 

I clienti dubbiosi sulla possibilità di effettuare la visita, grazie all’esperienza virtuale potrebbero essere incentivati e spinti ad una visita dal vivo. In aggiunta a ciò, anche il fatto che non si tratta solo di un’esperienza virtuale, ma di un vero e proprio percorso che mette insieme gaming e tecnologie legate al gioco che rendono l’esperienza ancora più coinvolgente.

Visita virtuale: gli elementi che ne rendono la fruizione interessante, tra gamification ed elementi grafici

All’interno del museo digitale, quindi, il visitatore ha la possibilità di diventare parte attiva di questa esperienza. Da semplice consumatore di servizi, un vero e proprio consum-attore che, grazie alle tecnologie di gioco usate, viene coinvolto all’interno del tour virtuale.

 

Il focus si sposta sul valore educativo che l’esperienza, aumentata dalle tecniche di gioco, può generare durante la visita. Si tratta di un cambio di rotta, già visto in altri ambiti commerciali e dell’industria, che vede il visitatore come parte attiva, e non semplicemente un ricettore passivo di informazioni.

Visita virtuale: alcuni esempi di gamification

Tra gli esempi che riguardano l’applicazione di queste tecniche di gamification applicate alle visite virtuali, “MicroRangers”, un gioco per mobile sviluppato all’interno dell’American Museum of Natural History di New York. Si tratta di un’applicazione che combina visita virtuale e realtà aumentata, ideata per essere usata dai bambini che visitano il museo insieme alle proprie famiglie. L’app guiderà i visitatori nella scoperta del museo attraverso un’interessante attività: quella di risolvere misteri e combattere le minacce che oggigiorno rischiano di far scomparire diverse specie di piante e animali sul nostro pianeta. All’interno sono presenti diversi scenari di gioco attraverso i quali i bambini non solo si divertono a risolvere enigmi e misteri, ma apprendono attraverso il gioco nozioni importanti.

 

Un altro esempio è quello fornito dal National Museum of Scotland attraverso Gem, un gioco di strategia attraverso il quale conoscere le attrezzature biomedicali contenute all’interno del museo. Gen è una piccola creatura di cui i visitatori devono prendersi cura utilizzando le attrezzature contenute all’interno del museo. Questi sono solo alcuni esempi delle possibili applicazioni delle tecniche di gioco ad esperienze tradizionali, come le visite dei musei. Sicuramente, si tratta di qualcosa di cui sentiremo ancora parlare.

Miriam Salamone

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