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Sfilate online e nuove tecnologie:

Le nuove opportunità della moda virtuale

Eventi dal vivo quali le sfilate e gli shooting, nonché le presentazioni delle nuove collezioni, sono fondamentali per la filiera della moda.
È facile capire l’enorme danno economico a cui questo settore è andato incontro durante i mesi di quarantena dovuti all’emergenza Coronavirus. La difficile situazione del settore fashion rende necessario un cambiamento radicale, che oggi guarda sempre di più alle opportunità offerte dalla moda virtuale.

La crisi del settore moda

Pensando all’ambito della moda, viene istintivo pensare ai grandi stilisti, alle modelle e ai modelli più famosi o agli influencer che spopolano sul web, ma le conseguenze in ambito lavorativo toccano da vicino un numero molto più ampio di persone: gli operai impiegati e gli artigiani impiegati nel tessile, i commessi di negozi più o meno grandi, i fotografi e i giornalisti di moda, i videomaker, i truccatori e altri ancora. 

La nazione della moda

L’Italia, essendo una delle nazioni più importanti al mondo nel settore moda, è stata uno dei Paesi maggiormente colpiti dall’epidemia: la produzione è stata bloccata quasi completamente a partire dal 12 marzo, con conseguente chiusura dei negozi e le inevitabili cancellazioni degli ordini. Altri gravi danni sono stati provocati dal crollo delle esportazioni, su cui il nostro paese investe particolarmente: i ritardi sono stati estremamente dannosi per tutto il settore.

La stragrande maggioranza dei marchi del comparto fashion è all’avanguardia nell’ambito dello shopping online, ma gli acquisti dal sito non sono equiparabili quantitativamente – e neppure qualitativamente, secondo molti consumatori – a quelli nei negozi: per esempio, nel settore luxury lo shopping online copre appena il 10% delle vendite totali. Molte aziende del settore moda negli ultimi mesi si sono convertite alla produzione di mascherine e camici, ma anche questo non basta ovviamente a compensare le ingenti perdite.

Moda virtuale: una possibile risposta alla crisi del settore moda

È chiaro che per far fronte alla situazione sia necessario un ripensamento radicale di tutto il comparto fashion: è giunto il momento di dare spazio alla moda virtuale e alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie, in particolare alla realtà virtuale e alla realtà aumentata, storicamente poco sfruttate dal settore moda e spesso relegate ai margini delle fiere. Eventi di questo genere si sono sempre tenuti dal vivo, per cui finora è stato impossibile sfruttare in pieno la potenzialità delle nuove tecnologie che invece, in una situazione come quella attuale, possono rivelarsi estremamente utili.

In realtà, qualche tentativo di apertura alla moda virtuale è già stato fatto: per esempio, durante la scorsa settimana della moda di Milano, tenutasi quest’anno proprio in concomitanza con il presentarsi dei primi casi di Coronavirus nel nostro paese, nessun ospite cinese ha potuto partecipare fisicamente. La Camera della Moda ha deciso allora di lanciare il progetto “China, we are with you”, permettendo a più di 25 milioni di persone di partecipare da remoto all’evento. Sulla scia di questo successo, la Camera ha deciso di organizzare la prima Milano Digital Fashion Week, prevista per quest’estate, precisamente dal 14 al 17 luglio.

Per quanto riguarda l’estero, il marchio Tommy Hilfiger ha lanciato lo shopping in realtà virtuale per i suoi clienti in diverse zone degli Stati Uniti tramite GearVR, un particolare visore per la realtà virtuale sviluppato da Samsung, la cui demo è già presente nei punti vendita di diverse capitali europee.

 

La stilista Sonia Carrasco ha presentato alla Mercedes-Benz Fashion Week di Madrid il progetto Fragments, anch’esso sostenuto da Samsung, che presenta una collezione realizzata dagli studenti dello IED Moda Lab di Madrid in 3D, visibile tramite l’utilizzo della realtà virtuale.

Moda virtuale: alcune soluzioni per organizzare eventi virtuali

Da questo punto di vista, anche Api srl propone soluzioni estremamente innovative e facilmente applicabili, volte a sfruttare al massimo le innumerevoli potenzialità di AR e VR nel settore della moda, soprattutto per quanto riguarda l’ambito delle sfilate.

La prima soluzione è l’organizzazione di sfilate video a 360°: per farlo, è sufficiente dotare gli spettatori di un visore o di una speciale card 3D per consentirgli di assistere comodamente alla sfilata direttamente dal divano di casa. È inoltre possibile permettere agli ospiti di prenotare i posti, come in una vera sfilata, e di interagire con i prodotti, che potranno poi essere facilmente acquistati.

Una seconda soluzione possibile è la sfilata virtuale, in cui potrebbero essere presentate tutte quelle collezioni che, a causa della pandemia, non è stato possibile mostrare dal vivo. L’interazione tra ospiti, stilisti e altri protagonisti della sfilata sarebbe facilmente realizzabile tramite l’organizzazione di videoconferenze.

La realtà virtuale e la realtà aumentata possono dunque essere facilmente applicate al settore della moda, permettendo ai clienti di vedere e analizzare da vicino modelli e tessuti in tutta comodità, e soprattutto in tutta sicurezza, senza neppure doversi muovere dalla propria abitazione.

È difficile dire con certezza se questi cambiamenti nel settore della moda si riveleranno duraturi oppure rimarranno legati alla situazione attuale. La pandemia ha senza dubbio dato un notevole impulso all’utilizzo delle nuove tecnologie, in particolare all’utilizzo di realtà aumentata e realtà virtuale nel fashion, sia in Italia che all’estero. È certo che la tragica situazione legata al Coronavirus e l’attuale crisi del settore moda può costituire un’occasione di rinnovamento unica per un ambito che, per sua stessa natura, è sempre aperto alla creatività ed estremamente ricettivo nei confronti dell’innovazione, poiché necessita di essere sempre al passo con i tempi – e talvolta anche di precederli.

Daria Parenti

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