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Turismo virtuale:

Come visitare musei virtuali senza uscire di casa

Il turismo virtuale è una realtà ancora poco conosciuta dall’utente medio. Quando si parla di realtà aumentata, il primo pensiero va al mondo dei videogames e più in generale, ad una dimensione artificiosa che davvero poco ha di concreto. Tuttavia, negli ultimi anni, grazie allo sviluppo sempre più rapido di nuove tecnologie e nuovi strumenti digitali è possibile applicare la realtà aumentata a diversi settori del mondo reale. 

Innanzitutto, è necessario definire cosa si intende per realtà aumentata. Essa consiste nell’arricchimento della percezione sensoriale umana attraverso informazioni manipolate attraverso l’uso di particolari apparecchiature elettroniche. I campi di applicazione sono innumerevoli: dall’ambito militare a quello medico, fino ad arrivare agli esempi più classici come i videogames. Una possibile applicazione di questo tipo di tecnologia può avvenire anche nel settore turistico. In questi casi, si parla di turismo virtuale.

Da turismo esperienziale a turismo virtuale

Il legame che unisce realtà aumentata e settore turistico sta diventando via via sempre più forte. Tra i primi operatori all’interno del settore turistico a saper cogliere le opportunità legate al turismo virtuale ci sono hotel e resort di lusso, che già diversi anni fa hanno sfruttato l’AR per arricchire l’offerta presentata ai clienti. Gli hotel hanno infatti cominciato a sfruttare la tecnologia per consentire ai potenziali clienti un’anteprima degli ambienti dell’hotel prima del loro arrivo. Si trattava comunque dello sfruttamento di tecnologia non molto sofisticata: una semplice immagine a 360° delle stanze dell’albergo.

Oggi la tecnologia si è evoluta: si è passati da immagini a 360° a veri e propri tour virtuali di grandi spazi attraverso dei percorsi costruiti ad arte. Il futuro del turismo di chiama realtà aumentata e mai come il periodo storico che stiamo vivendo ci mostra l’importanza di potere fruire di contenuti e scenari a distanza, attraverso l’uso di una connessione internet, un pc o uno smartphone. 

Il riferimento è in particolare all’emergenza Coronavirus, che ci ha privato temporaneamente delle nostre abitudini e del nostro quotidiano. Tra queste ci sono anche la possibilità di viaggiare, fare esperienza di posti nuovi e di visitare i musei e i luoghi di interesse che più amiamo. In nostro soccorso arriva però il turismo virtuale: esso ci permette di essere trasportati in luoghi unici che, altrimenti, non potremmo visitare.

La “grande bellezza” si ammira sul divano: i musei virtuali

I momenti difficili che stiamo vivendo ci hanno mostrato come fare turismo attraverso l’ausilio della tecnologia non solo è possibile, ma si può tramutare in un’esperienza emozionante per tutta la famiglia. Le formule per fruire dell’esperienza virtuale sono diverse, e variano da museo a museo. Alcuni, come i Musei Vaticani e la Pinacoteca di Brera, svelano i dietro le quinte delle opere d’arte più famose ospitate al loro interno, come La cena di Emmaus di Caravaggio. È addirittura possibile fare un tour della Cappella Sistina!

Altri usano la formula dell’esperienza a 360°: è il caso del Guggenheim di New York, che ospita al suo interno capolavori di arte moderna e contemporanea, e del National Gallery of Art di Washington. Al Louvre l’itinerario è completamente personalizzabile: il turista virtuale può scegliere la sezione da visitare, e approfondire il periodo storico che ci interessa di più.

Turismo virtuale: un’opportunità da cogliere

I vantaggi che questa nuova realtà rappresenta sono diversi. Da un lato, il turismo virtuale permette ai cittadini di poter visitare luoghi altrimenti inaccessibili. Si tratta di un tipo di esperienza che risulta “arricchita” da diversi elementi: in primis, la possibilità di potere avere accesso, durante il tour, ad una serie di informazioni aggiuntive in tempo reale, che vanno così a rendere più dinamica la propria esperienza di turismo virtuale.

Inoltre, questa non è solo un’opportunità per gli utenti, ma anche per gli operatori turistici che possono dare così la possibilità ai turisti di una visita a luoghi che altrimenti non potrebbero essere ammirati in un momento di chiusura forzata. Ma il riferimento non riguarda solo l’esperienza che stiamo vivendo: basti pensare a tutti quei luoghi antichi o a quelle opere che non possono essere esposte al pubblico per motivi di sicurezza o perché troppo fragili per essere esposte.

La tecnologia può venirci incontro anche per rilanciare il settore turistico una volta che la situazione sarà tornata alla normalità. Infatti, avere l’opportunità di fare un tour virtuale di questi luoghi non significa abbandonare la possibilità di visitarli in modo reale in futuro. L’obiettivo è quello di stimolare l’utente con immagini, ma soprattutto con informazioni che lo spingano un giorno a voler visitare quel luogo d’interesse dal vivo: un tour virtuale oggi per una visita reale domani.

 

Miriam Salamone

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